A giudizio un 70enne della provincia di Isernia. Avrebbe approfittato della sua posizione di datore di lavoro per molestare ripetutamente una straniera che lo assisteva in casa. L’avvocato Sciulli: accuse tutte da provare


ISERNIA. Anziano, invalido, ma dalla foga incontenibile. Al punto da abusare della badante che avrebbe dovuto assisterlo, minacciando di mandarla via e lasciarla senza lavoro.

Con queste accuse è finito sotto processo per violenza sessuale continuata un 70enne di un comune dell’Isernino confinante con la provincia dell’Aquila. Pochi giorni fa l’udienza dibattimentale – presso il tribunale di Isernia in composizione collegiale, presieduto dal dottor Vincenzo Di Giacomo – durante la quale è stato ascoltato un primo testimone dell’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Marco Gaeta. Si tratta del carabiniere che ha raccolto la denuncia della donna, che avrebbe riferito nei minimi particolari le angherie subite da quell’uomo, trasformatosi da mite e inoffensivo vecchietto in una specie di satrapo dalla libido incontenibile.

La storia inizia qualche tempo fa. L’uomo, parzialmente invalido per una caduta, vive  con la sorella, a sua volta gravemente invalida. Per assisterla, ha bisogno di una mano femminile. Si ritrova così, in casa, una donna di mezza età, extracomunitaria, disponibile ad aiutarlo come badante. La presenza della straniera, evidentemente giudicata attraente, avrebbe tuttavia risvegliato nell’anziano appetiti mai sopiti del tutto. Voglie e pulsioni tenute a freno per chissà quanto, scatenatesi d’improvviso senza alcun controllo.

I primi giorni tutto sembra filare liscio. Lei lavora in casa, lui è soddisfatto delle prestazioni. Ma l’idillio dura poco. E, quanto a prestazioni, il vecchio ha ben altro in mente. Stando alle accuse, inizialmente il pensionato avrebbe tentato un timido approccio. Ma la donna, per quanto imbarazzata, non avrebbe raccolto le provocazioni con particolare ansia. Di qui il passo successivo del 70enne: corteggiamenti invadenti e insistiti, corredati da espressioni allusive e volgari. Poi un crescendo di proposte esplicite, costanti, assillanti, incessanti. E ancora sfioramenti, toccamenti tutt’altro che casuali, palpeggiamenti. Di giorno e di notte. Fino alla presunta, consumata violenza.

L’uomo si sarebbe fatto forte della posizione preminente di datore di lavoro per costringere la badante a concedergli favori sessuali a piacimento. Sotto la minaccia di cacciarla via e lasciarla senza lavoro e senza soldi, data la situazione di bisogno della straniera.

Dopo un’accondiscendenza obbligata, la presunta vittima, sfinita da giorni e giorni di molestie, avrebbe abbandonato il 70enne e svelato l’inconfessabile segreto ai carabinieri. Attualmente, nella fase processuale, non è stato possibile rintracciarla. Forse ha trovato fortuna altrove, forse è tornata nel proprio Paese. Ma per il suo approfittatore, invece, sono cominciati i guai giudiziari.

Rinviato a giudizio, rischia una pena dai cinque ai dieci anni. Anche se, come precisato dal suo avvocato di fiducia, Pompilio Sciulli, si tratta di accuse ancora tutte da dimostrare. La prossima udienza è in programma il 17 maggio: in quell’occasione, i giudici dovranno ascoltare altri testimoni d’accusa, tra cui il medico del paese dove sarebbero accaduti i fatti.

E dove la storia ha lasciato increduli molti compaesani dell’imputato, da tutti descritto come un individuo socievole, sempre sorridente, dall’indole ilare e bonaria. Certo nessuno ha visto o sentito nulla, visto che l’uomo abita in una frazione isolata del paese. Dubbi, in ogni caso, restano sulla possibilità di abusare sessualmente di una donna da parte di un anziano invalido. Una storia scabrosa, che ha quasi dell’incredibile. Sulla quale dovrà far luce la giustizia.