Così la consigliera regionale di FdI sulla questione del reparto a rischio del ‘San Timoteo’


CAMPOBASSO. La consigliera regionale di Fratelli d’Italia Aida Romagnuolo non ci sta e alza gli scudi a difesa del reparto di cardiologia del ‘San Timoteo’ di Termoli. “Il mio non è un atteggiamento bellicoso verso le istituzioni regionali, ma è solo il grande rispetto che nutro verso una popolazione che merita molto di più e non vuole vedere calpestati i suoi più elementari diritti. Ritengo quindi – spiega la consigliera regionale – che la situazione esplosiva in cui versa oggi il reparto di cardiologia a Termoli meriti tutto il mio impegno, per continuare a difendere i cittadini del Basso Molise, perché a mio avviso questo territorio merita tantissimo rispetto”.

“Se ho esitato ad intervenire su questo delicatissimo e serissimo problema – prosegue la Romagnuolo – è perché ho ritenuto che chi deve e, chi doveva, si sarebbe impegnato con celerità per risolverlo, mentre così non è stato. Sono convinta che, già da domani, il Commissario ad acta della sanità molisana, nel leggere queste mie dichiarazioni, ci dirà che quel reparto non chiuderà. Scommettiamo?”.

“Il problema della cardiologia di Termoli – ha proseguito – è gravissimo e il silenzio assordante che lo circonda lo rende ancora più preoccupante, perché nessuno tra quelli che contano ha detto una parola. Per il bene e l’amore che voglio al Basso Molise, non posso tacere – ha ancora detto Romagnuolo – lotterò con tutte le mie forze per schierarmi, come faccio fin dalla mia elezione, sempre dalla parte dei cittadini e non con la casta di quella politica regionale che sta distruggendo non solo la sanità molisana ma tutto il tessuto sociale ed economico del nostro Molise”.

“Il reparto di cardiologia di Termoli non chiuderà – ha ancora detto Romagnuolo – non può chiudere, perché con la sua ipotetica chiusura verrebbe meno la stessa esistenza del San Timoteo e questo significherebbe far pagare un prezzo troppo alto ai cittadini bassomolisani e Termoli in primis. Se ciò dovesse accadere – ha concluso la consigliera regionale – sarò la prima a fare le barricate e a promuovere una ribellione in una Regione che sta lentamente morendo”.

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