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Ricostruzione post sisma 2002, le parcelle ‘rimodulate’ fanno infuriare l’Ordine degli Architetti

La modifica degli importi per le spese tecniche adottata nel 2014; il Tar ha dato loro ragione a fine settembre ma da allora ad oggi molti professionisti hanno incassato gli importi ridotti. Di fatto, quindi,  hanno accettato la ‘decurtazione’. 


CAMPOBASSO. L’Ordine degli Architetti vince la prima partita contro la Regione Molise.

Il terreno di gioco è quello del contributo riconosciuto e assegnato, nel 2003, per le competenze professionali e poi rimodulato nel 2014 rispetto alle necessità economiche legate alla ricostruzione. In pratica, le parcelle dei professionisti:  le cosiddette ‘spese tecniche’ collegate ad ogni progetto di ricostruzione post sisma 2002.

La Regione Molise, in base alla sentenza pubblicata il 27 settembre scorso, dovrà annullare i provvedimenti con i quali le parcelle sono state ‘rimodulate’ al ribasso e dovrà pagare duemila euro in favore dell’Ordine che ha proposto il ricorso, cioè  quello degli architetti. A dire il vero l’unico Ordine professionale che ha deciso di impugnare le deliberazioni della Regione nonostante siano parecchi i professionisti che, quietanzando le fatture fin qui emesse, hanno di fatto accettato la ‘rimodulazione’ degli importi tariffari ai quali si faceva riferimento.

Come è noto, nell’ordinanza commissariale 13/2003 – nella quale il presidente della Regione, all’epoca dei fatti Michele Iorio, in qualità di Commissario Delegato per la ricostruzione post sisma 2002, indicava i primi elementi atti a favorire la ricostruzione e a disciplinare gli interventi di riparazione funzionale, riattazione e ricostruzione nei territori colpiti dal sisma del 2002 – si stabilivano le aliquote percentuali (al massimo del tariffario professionale) per le cosiddette spese tecniche.

Dal 2003 al 2014 il contributo per le spese tecniche non è mai stato ‘intaccato’; con delibera di Giunta n. 498/2014, la Regione Molise prendeva atto di una proposta dell’Agenzia della Protezione Civile con la quale si riteneva necessario proporre alla Giunta la ‘rimodulazione’ di tali importi. La motivazione principale risiedeva nella necessità di impiegare i ‘risparmi’ nella ricostruzione stessa: le spese tecniche costituivano una voce importante che aveva un peso sull’intera somma a disposizione della ricostruzione post sisma del 2002.

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redazione

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